• A CHI LA SOVRANITÀ?

    L'Italia e il pensiero Lgbt-abortista imposto dall'Onu

    La rappresentanza italiana all’Onu ha accolto raccomandazioni che invitano a rafforzare i diritti Lgbt. Accolte anche quelle sulle «misure necessarie per garantire un accesso effettivo all'aborto», insieme alle critiche verso l’obiezione di coscienza. Ovviamente nessuno si scandalizza se l’aborto provoca una quantità di morti al giorno molto maggiore di quella da Covid-19.

    • LIBERTÀ IN PERICOLO

    Attacco globale all’obiezione di coscienza

    La Svezia nega il lavoro a due ostetriche cristiane solo perché si rifiutano di partecipare agli aborti. E la Cedu rigetta come inammissibile il loro ricorso. In Argentina confermata la condanna al medico che ha salvato un bambino dall’aborto. Sono gli ultimi attacchi alla libertà religiosa e di coscienza, figli di un’ideologia che inculca false libertà negando quelle vere.

    • ISTANZE MACABRE

    La tesi di due professori: «L'eutanasia è un guadagno»

    Legalizzare l’eutanasia? Un vero affare per i conti pubblici e non solo, perché così si assecondano le istanze di chi vuole andarsene, si risparmiano quattrini e si favorisce una maggiore disponibilità di organi per i trapianti. Questa l'opinione che ormai si diffonde nelle accademie.

    • UTILITARISMO

    Donazione del corpo, una legge “figlia” dell’eutanasia

    Entrerà in vigore il 19 marzo la legge in materia di disposizione del proprio corpo post mortem a fini di ricerca. Primo problema: il criterio adottato è quello della «morte cerebrale», che però non coincide necessariamente con la morte. Secondo: non c’è garanzia che il consenso sia informato. Nel complesso, è una legge impregnata dello stesso spirito utilitarista delle Dat.

    • LA LETTERA

    Ddl omofobia, i Nonni 2.0: va contro la libertà di pensiero

    L’approvazione della proposta di legge Zan costituirebbe un gravissimo vulnus per l’esercizio della libertà di pensiero e di educazione. Nel nostro sistema giuridico e penale, già esistono le norme che puniscono qualsiasi tipo di offesa. Ed è singolare che si voglia una legge contro l’“omofobia” quando oggi c'è, in molti campi, una tendenza intrisa di “eterofobia”. In realtà, tutti questi termini sono ideologici e andrebbero abbandonati.

    • MORTE ON DEMAND

    Eutanasia di pazienti sani, in Belgio è dilagante

    La "dolce morte" in Belgio viene sempre più richiesta. I casi di abuso, che parevano tragiche eccezioni, adesso stanno diventando la norma. Rispetto all'anno precedente, nel 2019 si contava un 12,6% di casi di eutanasia in più. Almeno un paziente su cinque non era in punto di morte. Gli abusi, eutanasia di pazienti sani, restano impuniti

    • REGNO UNITO E NON SOLO

    «Niente cure, siete omofobi». Il totalitarismo avanza

    Da aprile nel Regno Unito i sanitari potranno rifiutarsi di curare (se non per le urgenze) pazienti che hanno condotte sessiste, razziste e omofobe. Sono le nuove frontiere del pensiero unico. Il Servizio sanitario precisa che saranno punite solo le condotte apertamente discriminatorie nei confronti di membri dello staff sanitario, ma è facile intuire come - di fronte a concetti così aleatori - attivisti pro-family e pro-life nonché i sacerdoti potranno essere facilmente penalizzati. Così con il pretesto di combattere le discriminazioni si combatteranno i credenti. Una misura che fa il paio con la guerra ai medici obiettori nei nostri ospedali.
    - LA RICERCA: IL VERO DISCRIMINATO È IL MASCHIO, BIANCO, ETERO, di Giuliano Guzzo
    - CON IL PRETESTO DEL CORONAVIRUS, AVANZA L'AGENDA LGBT, di Peppino Zola

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    • ARGENTINA

    Fernandez debutta con l'aborto e una timida Chiesa

    Il Parlamento argentino si insedia con il progetto di legge sull'aborto voluto fortemente dal neo presidente Fernandez. La reazione timida della Chiesa che oppone soltanto una messa a 60 km dalla Capitale e non ha attivato la mobilitazione intellettuale e popolare che fermò gli abortisti nel 2018. 

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    • REGNO UNITO

    A Dio piccolo Midrar, ucciso da un sistema che svilisce la vita

    È morto nel pomeriggio di questo venerdì, a seguito del distacco del ventilatore, Midrar Ali, il bambino di 5 mesi con una grave lesione cerebrale. A dare l’annuncio un post sulla pagina ufficiale “Help baby Midrar Ali”: «Con profonda tristezza annunciamo che il piccolo Midrar è tornato dal suo Creatore. Per favore, ricorda la sua famiglia nelle tue preghiere». Per i giudici inglesi era «già morto» l’1 ottobre, data del primo test che ne aveva dichiarato la «morte del tronco cerebrale». Eppure Midrar, amato dalla sua famiglia, cresceva e pesava otto chili. È un’altra vittima di un sistema, non solo britannico, impregnato di utilitarismo.

    MIDRAR, ANCHE LA CEDU COME PILATO

    • ORE DECISIVE

    Midrar, Cedu-Pilato. Oggi il distacco del ventilatore

    Fallita per la famiglia di Midrar Ali anche l’ultima via legale, con il ricorso respinto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Al piccolo di 5 mesi, con una grave lesione cerebrale, sarà staccato il ventilatore dopo le 14 (le 15 in Italia). Per i giudici inglesi «è già morto» da ottobre, eppure continua a crescere. I genitori sono aggrappati alla speranza che Midrar si sforzi di respirare da solo.

    • DENATALITÀ

    Anche il Nord Europa è senza figli. La politica non basta

    Islanda, Norvegia, Finlandia registrano tassi di fertilità ai minimi storici, dimezzati rispetto a 50 anni fa; e le coppie hanno figli sempre più tardi. Sono i dati più inquietanti del rapporto sulle condizioni demografiche, sociali ed economiche del Nord Europa. Il dato interessante è che si tratta dei paesi che vantano le maggiori politiche pro-natalità. È l'ennesima dimostrazione che le politiche economiche e sociali, pur doverose, non sono la vera risposta al problema della denatalità.

    • SENTENZA SHOCK

    Per i giudici inglesi Midrar «è morto l’1 ottobre». Eppur cresce

    La Corte d’Appello di Londra ha rigettato ieri la richiesta della famiglia di Midrar Ali, confermando il permesso al Saint Mary’s Hospital di Manchester di staccare il ventilatore al piccolo di quasi cinque mesi. Per i giudici si deve dichiarare che «Midrar è morto alle 20:01 dell’1 ottobre 2019», data del primo test neurologico. Eppure il bambino continua a crescere e oggi pesa circa otto chili: come si può dire che è morto quattro mesi e mezzo fa? Una convenzione clinica, legata al tema della donazione degli organi, sostituisce la realtà.