• SCIA DI VIOLENZE

Immigrati assaltano la polizia, la Germania ha un problema

Sono giovanissimi i 39 immigrati arrestati a Francoforte dopo la rissa scatenata in centro e la conseguente aggressione alla polizia che cercava di sedare i disordini. Violenze simili si erano registrate a Stoccarda a giugno. C’è una concomitanza con le proteste per George Floyd. E certamente la Germania ha un problema - di sicurezza - con l’immigrazione.

Sono immigrati e giovanissimi i 39 individuati per i disordini registrati lo scorso fine settimana a Francoforte. Mentre nel dipartimento della Senna-Saint-Denis, in Francia, un uomo armato di sciabola e fucile semiautomatico, al grido di “Allah akbar” assaliva alcune persone in giro in una sera qualunque d’estate, e infieriva contro le forze dell’ordine, in Germania è andata in scena l’ennesima aggressione ai danni della polizia. Qualcosa che si fa sempre più ordinario a casa della più famosa cancelliera d’Europa.

La rivolta si è consumata la notte tra sabato e domenica, con lanci di bottiglie, sassi e oggetti non identificati. Teatro del fatto Opernplatz, nel centro di Francoforte, dove c’era una normale festa di piazza. Poi è scoppiata una rissa che ha coinvolto una trentina di persone. Le forze dell’ordine sono accorse, uscendone male. Almeno cinque agenti sono rimasti feriti e le auto della polizia sono state seriamente danneggiate. C’era chi faceva il tifo per gli aggressori e applaudiva alla devastazione tutt’intorno. Alle prime luci dell’alba sono stati arrestati appunto in 39, che non avevano gradito l’intervento della polizia nelle loro beghe.

Il capo della polizia di Francoforte, Gerhard Bereswill, ha riferito che gli arrestati sono tutti immigrati, già noti per precedenti come furto, aggressione e traffico di droga. Secondo la narrazione di certa stampa tedesca e di alcuni analisti, le forze dell’ordine sono prevenute e sbagliano perché Francoforte, ormai, è una città estremamente multiculturale e quasi tutti i residenti, dal 2016, hanno origini extra-tedesche. Della serie: vengono etichettati come stranieri e immigrati, e quindi è ritenuto normale che siano così aggressivi e violenti.

Bereswill ha denunciato la banda di 39 immigrati - tutti uomini, a parte una donna - e suddivisi tra turchi, siriani, marocchini, come la punta dell’iceberg di un fenomeno, quello delle notti di guerriglia, dal “climax negativo”. Dal comunicato stampa della polizia di Francoforte emerge tutta l’aggressività di bande come quella fermata, che da settimane non danno tregua, soprattutto alle autorità locali. Prese particolarmente di mira con l’accusa di controllare soltanto gli immigrati.

La guerriglia sarebbe iniziata, secondo il New York Times, in concomitanza con le proteste statunitensi. E, anzi, le ha in qualche modo legittimate e galvanizzate. La polizia di Francoforte è accusata dai suoi detrattori di aver soccorso uno dei feriti nella rissa. Il gesto ha scatenato una rabbia tale che solo le foto e i video condivisi in rete possono raccontare: vetrine di negozi letteralmente distrutte, lancio di bottiglie di vetro a caso al grido di “fuck the police” ben scandito davanti agli smartphone che hanno ripreso ogni istante; e poi risse senza sosta.

Esattamente quello che succedeva a Stoccarda poche settimane prima. In quell’occasione è stato un controllo della polizia a Schlossplatz, e la droga trovata in tasca a una banda di immigrati, a spingere all’aggressione degli agenti. Pietre e bottiglie hanno devastato le vetrine: proprio come nei giorni di massima tensione per le proteste dopo la morte di George Floyd. A Stoccarda sono stati fermati in 24. Ma la polizia ha riferito di centinaia di giovani che si sono dati al lancio di pietre e bottiglie di vetro, mettendo letteralmente a ferro e fuoco il quartiere dello shopping. Gli ufficiali di polizia hanno stimato fino a 500 persone coinvolte nei disordini: sono servite diverse ore prima di riuscire a tenere sotto controllo la situazione.

Il presidente della polizia, Frank Lutz, ripete da tempo che il livello di violenza contro gli ufficiali è “senza precedenti”, e si può escludere qualsiasi movente politico nelle aggressioni. Ormai la presenza della polizia in città è stata rafforzata, ma nel frattempo 19 ufficiali sono rimasti feriti dalla gang di immigrati. Come a Francoforte, anche a Stoccarda la banda di facinorosi era fatta di soli stranieri.

Il presidente dell’Spd, insieme ad alcuni ministri, nelle scorse settimane aveva chiesto un report sull’utilizzo del “racial profiling” da parte degli agenti per contrastare il “razzismo latente delle nostre forze di polizia”. Ma per il ministro dell’Interno, Horst Seehofer, non è indispensabile alcuno studio. “Non ci sono indicazioni - ha detto - sul fatto che la schedatura razziale all’interno della polizia federale rappresenti un problema”.

Come in Francia, anche in Germania, la quarantena aveva fatto registrare numerosi scontri sempre ai danni della polizia. E nella città di Gottinga, nella Germania centrale, diversi ufficiali erano rimasti gravemente feriti.

Che sia “colpa” delle proteste statunitensi o del fatto che le bande di immigrati si sentano ormai padrone del territorio, quel che è certo è che la Germania continua ad avere un grosso problema con l’immigrazione. Ed è  un problema innanzitutto di sicurezza.